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Storie di giocatori d azzardo

Storie di giocatori d azzardo

In questi gruppi, molte anche le mogli che raccontano dei propri mariti. Alcuni sembrano essere appelli disperati. Altre, semplici testimonianze. Poi la macchina, fino a perdere la casa. Un matrimonio perfetto, all'apparenza. Di certo, lasciarlo è stata la scelta migliore che potessi fare. Tuttavia, non l'ho abbandonato.

Ebbene si, signore e signori, per chi vuole diventare un giocatore patologico non c'è più bisogno di scomodarsi dal proprio letto. Basta un click e internet ti suggerisce vari siti dove giocare. Casualmente, mi ritrovai su un sito e non ne uscii più. Ero h24 al computer. Non solo spesi tutto il mio denaro ma anche la mia connessione internet. Mi trovavo in un periodo di crisi familiare. Senza rendermene conto, io fui la goccia che fece traboccare il vaso. I miei parenti mi abbandonarono. Solo allora mi resi conto della gravità della questione. Da orgoglioso che ero e che sono, volevo dimostrare loro di poter guarire.

Il mio orgoglio e la forza di volontà mi portarono a vincere la ludopatia. Purtroppo, di ludopatia si muore anche. Il dramma di chi ha perso tutto sfocia spesso in suicidi volontari. Dopodiché, l'amara scoperta: Tutto per quella forza distruttrice chiamata ludopatia. Tutto per quelle slot machine. Al mio risveglio, lo lessi. Spero un giorno mi perdonerete. Baci, il tuo papà". Ma io sono del parere che i problemi debbano essere affrontati e superati.

Insomma, il gioco d'azzardo patologico non causa drammi individuali. Non a caso, a subirne le conseguenze non è solo il ludopatico. Ma anche chi gli sta intorno. Era incredibile: Quello era un ragionamento riservato solo al momento in cui tornavo a casa. Ecco, diciamo che la colpa era della sfortuna. È ovvio che quando vincevo, il merito era solo della fortuna: Inutile negarlo, il gioco ha sempre dato problemi di convivenza in famiglia. Capitava che io partissi senza preavviso per andare a giocare e questo provocava reazioni anche abbastanza forti da parte dei miei familiari. Io mi giustificavo dicendo che, in fondo, i soldi li guadagnavo io in famiglia e che comunque non mancava niente.

Fino al giorno in cui mi sono trovato senza i soldi per pagare le tasse e ho deciso che era ora di metterci un freno, di dire basta. Di bugie ne avevo raccontate tante, anche se poi sono tutte venute a galla. Diciamo che io vedevo il gioco come un divertimento, nel quale avevo la possibilità di vincere. Il problema economico si è evidenziato solo recentemente, quando ho esaurito le risorse. Devo dire che la sua risposta è stata abbastanza sorprendente. Mi disse: Fu allora che presi la decisione di affidarle le mie carte di credito ed il bancomat: Per fortuna ha funzionato.

Ha fatto tutto lei. Questa è la seconda volta che vengo a Bolzano, e sono passate due settimane dalla prima. Io spero di farcela. Lo spero, perché secondo me è una questione di forza di volontà. Il gioco mi ha dato solo guai. Non mi ha dato niente di positivo, neanche il divertimento, perché era più la rabbia per aver perso che altro. Casa, autobus, soldi e subito andavo a giocare. Era una sala giochi molto grande con 15 slot machine, ma a me interessava solo la mia che mi stava aspettando!

Ormai se qualcuno la provava, diventavo irrequieta e mi dava molto fastidio. Molte cose per fortuna furono ritrovate, ma lei era disperata. Gli disse di trovarmi una stanza dove poter dormire, aggiungendo che non voleva prendersi cura di me. Mi sentivo trattata come un pacco postale. Io non capivo più nulla. Mi prese di nuovo per il braccio e tirandomi con forza, mi fece salire sulla sua macchina. Con le lacrime agli occhi, continuavo a chiedergli scusa ma era come se non esistessi per lui, non gli interessava nulla.

Arrivammo davanti a casa di mia madre e mi disse di scendere. Ancora una volta mi sentii trattata come un pacco postale. Con un filo di voce chiesi di poter entrare e me lo permisero. Due giorni dopo, mia madre mi disse che mio fratello aveva trovato una clinica a Bolzano dove si poteva andare per poter guarire dal gioco. Quella promessa non fu mai mantenuta. Mi dissero che era una clinica e io mi immaginai una casa, con un corridoio molto lungo e con molte ragazze vestite di bianco.

Ma mi sbagliai. Arrivai un anno e mezzo fa qui a Bolzano.

Schiavi del gioco: racconti e drammi. Una droga di Stato - batman-v.fallintovision.com

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